Freedom in Basket Recap

14.02.2026

Freedom in Basket: il gioco di squadra come riscatto sociale

Riportiamo qui una sintesi della video presentazione del progetto

Il progetto "Freedom in Basket" promosso dalla Caritas Diocesana di Cremona non è un semplice passatempo per i detenuti. Nasce da un'intuizione di Antonio Lecchi (coach professionista) e Marco Ruggeri (diacono ed educatore), con un obiettivo ambizioso: utilizzare la pallacanestro come metafora per scardinare le dinamiche di aggressività e isolamento tipiche del contesto carcerario.

Il campo: dove la regola diventa libertà

In un luogo definito da mura e sbarre, il campo da basket introduce un concetto di limite rivoluzionario: la regola. Se in carcere la norma è spesso subita come un'imposizione, sul campo diventa lo strumento necessario per poter giocare. Il basket si inserisce così come un "piccolo miracolo quotidiano" in quella "guerra di posizione" che è spesso la vita detentiva.

"Sul campo non conta cosa hai fatto fuori, conta come ti muovi per aiutare chi hai accanto."

I 5 Pilastri: la tecnica che educa alla vita

Il cuore del percorso si è articolato in cinque moduli didattici, dove ogni fondamentale del basket è diventato uno specchio della realtà quotidiana:

  • l Palleggio - Mindfulness: Imparare a controllare la palla richiede concentrazione totale. Per un detenuto, palleggiare significa "staccare" dai pensieri opprimenti e trovare un baricentro nel presente.
  • Il Passaggio - Scelta e Alterità: "Senza passaggio non si gioca". Il basket obbliga a cercare l'altro, insegnando che la differenza tra successo e fallimento risiede nelle piccole azioni corali.
  • Il Tiro - Vocazione (Ikigai): Mirare al canestro è l'atto di puntare a un obiettivo, scoprendo chi si vuole essere "nonostante" gli errori passati. Ogni parabola è un tentativo di riscatto.

  • La Difesa - Collaborazione: Proteggere il canestro senza commettere fallo significa tutelare un bene comune rispettando l'avversario. È una lezione pura di convivenza civile.
  • Il Gioco di Squadra - Libertà: Il superamento dell'Io per il Noi. Non a caso, i partecipanti hanno scelto "Libertà" come urlo di battaglia: una libertà che è presenza di spirito e coordinazione.

La pedagogia della "Seconda Occasione"

A differenza del sistema sanzionatorio tradizionale, il progetto si basa su un Codice Etico sottoscritto dai partecipanti. In caso di violazione, la risposta non è l'espulsione punitiva, ma il dialogo: al detenuto viene offerta la possibilità di riflettere e riprovarci. È la gestione dell'errore che trasforma la trasgressione in un'opportunità di crescita.

Dalla "Persona che ha sbagliato" al "Cittadino Attivo"

Come sottolineato da Suor Maria Grazia Girola (Caritas Diocesana), lo sport è l'allenamento generale per la vita "fuori". Il progetto mira alla Giustizia di Comunità, trasformando l'energia distruttiva in impegno civico attraverso:

  • Messa alla prova in contesti reali.
  • Lavori di pubblica utilità.
  • Riparazione simbolica e concreta del danno.

L'esperienza ha dimostrato che persino dove il tempo sembra fermo, è possibile generare sorrisi autentici. Trasformare detenuti inizialmente ostili in atleti capaci di collaborare è il vero "canestro della vittoria": la prova che la sofferenza non deve essere l'unica lingua parlata in carcere.

Antonio Lecchi